Cesare Montanari

  • Cavalcare la bestia

    Era in cortile da un pezzo, con calma, a vuoto. L’era ó d’quéi dopmézdé[1] in cui la luce sembra fare un’ultima ispezione alle cose, pronta a spuntare un difetto e segnarselo per domani. La stagione non era più cattiva, ma non era ancora buona: aria asciutta, odore di legna vecchia, terra che non sapeva più…

  • Tra i due crinali

    Aprile del ’44 arrivò a Muntvèl non annunciato. Le giornate si allungavano, ma il paese restava contratto, ormai incapace di fidarsi perfino della luce. Cesare Montanari era ancora lì, l’unico poliziotto. Dopo l’8 settembre i tedeschi erano arrivati anche da quelle parti. Prima con cautela, poi con metodo. Una mattina lo avevano fatto salire su…

  • Chi l’ha deciso?

    La chiamata non arrivò con un suono, ma con un movimento che attraversò il paese. A Montevalle, il telefono non era una cosa privata. Stava in posta, dietro il banco, e quando squillava non cercava una persona ma qualcuno che contasse abbastanza da rispondere. Il funzionario ebbe un sobbalzo quando sentì la voce del centralino.…

  • Omicidio nelle retrovie

    Cesare Montanari pedalava con una regolarità naturale, con calma e ritmo costante. La strada appena battuta correva tra campi bassi e spogli, ancora umidi di freddo. La bicicletta sobbalzava sulle pietre e teneva, con quel rumore secco delle cose robuste. Era una buona bicicletta, robusta, come quelle che servono a chi non può permettersi di…