Chi sono

Sono nato in Romagna nel 1967. Ho studiato architettura a Venezia e, per qualche tempo, ho pensato che mi sarei occupato soprattutto di città, storia e passato.

All’inizio degli anni Novanta ho fatto ricerca sulla storia dell’urbanistica e dell’architettura, pubblicando saggi e articoli. Nel 2001 è uscito il mio canto del cigno di quell’epoca: Le utopie urbanistiche di Isaac Asimov. Intanto la vita professionale aveva preso un’altra direzione. Da allora, per trent’anni ho lavorato occupandomi di sicurezza, organizzazioni e grandi progetti infrastrutturali in Italia e all’estero. Strade, dighe, cantieri, persone e paesi molto diversi fra loro sono diventati, senza che me ne accorgessi subito, anche un enorme deposito di storie.

La scrittura, intanto, non era scomparsa. Continuo a scrivere per lavoro. E a fare video, corsi e podcast. Ma da un po’, per puro piacere, scrivo narrativa e teatro. Mi interessano soprattutto le persone quando la Storia entra nelle loro vite: quelle che cercano di adattarsi, quelle che resistono, quelle che sbagliano parte e quelle che scoprono troppo tardi da quale parte si trovavano. Per questo nei miei testi compaiono il fascismo e le guerre del Novecento, rivoluzioni immaginarie, intelligenze artificiali, memoria familiare, vecchiaia, amore, potere e qualche individuo convinto di poter attraversare tutto senza sporcarsi le scarpe.

Alcune storie sono diventate progetti più ampi. Cesare Montanari attraversa metà del Novecento italiano incontrando la grande Storia quasi sempre dal posto meno conveniente. Il secolo della correzione segue per cent’anni otto famiglie e quattro intelligenze artificiali, dal nostro presente a un futuro che preferirei non definire distopico troppo presto. Una revolución a compás racconta invece di un regime e del tango, che liberando corpi e menti lo fa crollare.

Scrivo anche per il teatro. Sette a Tebe ha riportato la tragedia di Eschilo dentro il nostro tempo; Tutti quelli che sono stato e Accanto ad Antigone hanno poi seguito strade diverse, fra palcoscenico, festival e concorsi.

Recentemente alcuni di questi lavori hanno cominciato a uscire dalla mia scrivania. La terra dei nonni, racconto tratto da Il secolo della correzione, ha vinto il Premio Velletri Libris 2026 ed è stato pubblicato; Romanzo romagnolo ha vinto il secondo premio nel 2026 al Premio Baladin e ha ricevuto una menzione d’onore al Premio Isolario 2026 ed è in procinto di essere pubblicato; il teatro ha ottenuto altri riconoscimenti e Tutti quelli che sono stato è arrivato alla scena.

Questo sito raccoglie racconti, romanzi, testi teatrali, vecchi saggi e qualche esperimento nato dall’incontro fra scrittura, musica e intelligenza artificiale. Alcune opere sono complete e inedite, altre sono ancora in viaggio. Per queste cerco editori e agenti letterari.

Nel frattempo continuo a scrivere. Dopo tanti anni passati a occuparmi professionalmente di rischi, sarebbe curioso smettere proprio adesso di prenderne.