Un uomo tra i cinquanta e i sessant’anni ha trasformato le disfunzioni familiari in un mestiere: si offre come parente in affitto, interpretando a pagamento il marito rassicurante, lo zio premuroso, il fratello affidabile o il figlio devoto. Con ironia feroce racconta le ipocrisie delle famiglie che lo assumono per salvare le apparenze. Ma dietro il suo cinismo si nasconde una ferita personale: la perdita della moglie, l’abbandono dei parenti e una solitudine alimentata dal rancore. Quando riceve un incarico inatteso, proprio dalla sua famiglia d’origine, la sua vendetta rischia di trasformarsi in un confronto con il bisogno di appartenenza che ha sempre cercato di negare.
Un monologo amaro e grottesco sull’autenticità degli affetti, sulle menzogne familiari e sulla difficoltà di perdonare.


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