Era in cortile da un pezzo, con calma, a vuoto. L’era ó d’quéi dopmézdé[1] in cui la luce sembra fare un’ultima ispezione alle cose, pronta a spuntare un difetto e segnarselo per domani. La stagione non era più cattiva, ma non era ancora buona: aria asciutta, odore di legna vecchia, terra che non sapeva più … Continua a leggere Cavalcare la bestia
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