Cavalcare la bestia

Cesare era in cortile da un pezzo, senza fretta e senza un motivo preciso. L’era ó d’quéi dopmézdé[1] in cui la luce sembra fare un’ultima ispezione alle cose, come se dovesse spuntare un difetto e segnarselo per domani. La stagione non era più cattiva, ma non era ancora buona: aria asciutta, odore di legna vecchia, … Continua a leggere Cavalcare la bestia